Un chatbot AI gratis può fare cose utili: qualificare un lead, rispondere a domande frequenti sul tuo prodotto, prenotare una call senza che tu tocchi il telefono. Può farlo oggi, con strumenti pubblici, senza pagare un centesimo. Il problema non è trovarne uno — è capire quale dei dieci che provi vale il tempo che ci metti, e quale ti porta in un vicolo cieco nel momento in cui il volume cresce.
In questa guida analizzo le categorie principali di chatbot AI disponibili gratuitamente, dove si rompono, e qual è la logica giusta per scegliere prima di costruirci sopra un processo. L’obiettivo non è la lista più lunga: è evitarti di scoprire i limiti dopo che hai già integrato tutto.
Cosa significa davvero «gratis» per un chatbot AI
«Gratis» in questo settore ha sempre una scadenza o una soglia. I modelli di business sono due: il piano free che termina quando superi un numero di messaggi al mese, e il piano free che non termina mai ma ti toglie le funzioni che contano (memoria, integrazioni, webhook, API access). Il primo ti fa crescere e poi ti blocca. Il secondo ti lascia girare a vuoto.
Prima di valutare qualsiasi tool, chiedi una cosa sola: cosa succede quando arrivo a 1.000 conversazioni al mese? Se il piano free prevede un cap a 100 o 200, stai costruendo su sabbia. Se non c’è cap ma mancano le integrazioni, hai un chatbot che risponde e non fa nulla di operativo.
Le due categorie che contano
I chatbot AI gratis si dividono in due famiglie funzionalmente diverse. La prima è quella dei modelli conversazionali puri — ChatGPT free, Claude free, Gemini free — strumenti potenti per produrre testo, analizzare documenti, ragionare su un problema. Non sono bot da mettere sul sito: sono assistenti personali. Usarli come chatbot business significa fraintendere cosa sono.
La seconda famiglia è quella dei builder: strumenti che ti permettono di costruire un bot da piazzare su un canale (sito, WhatsApp, Instagram) con logica, risposte condizionali e qualche forma di integrazione. È qui che si gioca la partita per chi vuole automatizzare un processo reale.

I chatbot AI gratis più usati: dove reggono e dove cedono
Il confronto utile non è sulle feature della landing page. È su tre variabili: quante conversazioni mensili regge il piano free, quali integrazioni sono disponibili senza pagare, e cosa succede quando il bot non sa rispondere.
| Tool | Conversazioni/mese (free) | Integrazioni native free | Webhook/API free |
|---|---|---|---|
| Tidio | ~50 conversazioni AI | Shopify, WordPress | No |
| ManyChat | 1.000 contatti | Instagram, Facebook, WhatsApp | No (piano Pro) |
| Chatfuel | 50 conversazioni AI | Facebook, Instagram | No |
| Make (come layer) | 1.000 operazioni/mese | Qualsiasi via moduli | Sì |
| GoHighLevel (trial) | Trial 14 giorni | CRM, calendar, email, SMS | Sì |
Tidio e Chatfuel hanno senso se il tuo volume è basso e il canale è un sito e-commerce. Cinquanta conversazioni AI al mese sono poche per chi scala, ma sufficienti per chi inizia a testare la logica. ManyChat sul piano free è più generoso come volume ma ti toglie i webhook, il che significa che il bot può parlare ma non può scrivere su un CRM, non può aggiornare un foglio, non può innescare un flusso esterno. Risponde e basta.
Il caso ManyChat: utile ma incompleto senza integrazioni
ManyChat è probabilmente il tool più usato in assoluto per automatizzare le conversazioni su Instagram e Facebook. Il piano free regge fino a 1.000 contatti con flussi di automazione di base. Il limite reale non è il volume: è l’assenza di integrazioni operative. Senza il piano Pro non puoi collegare il bot a un CRM, non puoi passare i dati a un workflow esterno, non puoi fare nulla di più sofisticato che rispondere con testo e bottoni. Questo funziona per qualificare con domande multiple choice e raccogliere un’email. Non funziona per niente di più complesso.
Una tecnica che funziona bene è usare ManyChat free come front-end di raccolta dati e Make come cervello operativo: il bot raccoglie nome, email e risposta alla domanda di qualifica, poi passa tutto a Make via webhook. Con il piano gratuito di Make da 1.000 operazioni al mese puoi scrivere su un Google Sheet, aggiornare un CRM, inviare una notifica Slack. Il bot diventa operativo senza pagare nessuno dei due tool.
Strumento
Make è il layer che dà le braccia al bot
Un chatbot AI che risponde è decorativo. Un chatbot collegato a un workflow che scrive sul CRM, prenota la call e notifica il team è un processo. Make è il pezzo che esegue davvero le azioni: nel piano gratuito hai 1.000 operazioni al mese per costruire la prima macchina.
- Fase 1 — Collega il webhook: crea lo scenario su Make, copia l’URL webhook, incollalo nel tuo bot (ManyChat, Tidio o qualsiasi altro tool che supporti HTTP request)
- Fase 2 — Mappa i campi: nome, email, risposta di qualifica dal payload JSON ai moduli di Make (Google Sheets o il tuo CRM)
- Fase 3 — Aggiungi una guardia: un filtro che blocca il flusso se l’email è vuota, così non scrivi righe incomplete sul foglio
- Fase 4 — Testa con volume reale: manda 10 conversazioni di test prima di mettere live, e controlla che ogni campo arrivi popolato
Apri il piano gratuito di Make →
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GoHighLevel Conversation AI: non è free ma merita menzione
GoHighLevel non ha un piano free permanente. Ha un trial di 14 giorni che include la Conversation AI nativa, integrata con il CRM, il calendario e i canali di comunicazione. Per chi gestisce un’agenzia o un infobusiness, il valore non è il prezzo: è che il bot opera già dentro il CRM senza webhook da costruire. Il lead arriva, il bot qualifica, il contatto si aggiorna, la call si prenota — tutto dentro lo stesso sistema. Se stai valutando soluzioni a lungo termine, vale il test durante il trial. Ne ho scritto più in dettaglio nella guida su GoHighLevel e WhatsApp in Italia.
Quando un chatbot AI gratis non è la risposta giusta
C’è un errore che vedo fare spesso: usare un chatbot per un processo che non è ancora stabile. Se non sai ancora quali domande ti fanno i tuoi lead, se il tuo funnel cambia ogni due settimane, se non hai mai misurato il tasso di conversione della tua qualifica manuale — costruire un bot prima è il modo più veloce per automatizzare il caos.
Una fonte che analizza il mercato degli agenti AI in modo onesto è questa guida sugli agenti AI per aziende, che affronta esattamente il punto: per i processi core dove l’affidabilità conta, l’automazione tradizionale batte l’agente conversazionale. Un bot che risponde sbagliato o che non risponde affatto costa più di un form. La semplicità non è una rinuncia: spesso è la scelta giusta.

Attenzione
Un bot senza guardie esegue sbagliato con la stessa sicurezza con cui esegue giusto
Il silenzio di un chatbot non è salute: è un sintomo. Se il bot smette di rispondere o risponde a metà, non lo saprai finché un lead non ti scrive direttamente. Aggiungi sempre una notifica di fallback.
- Guardia minima — se il bot non classifica la risposta, passa la conversazione a un umano o manda una notifica
- Log separato — ogni conversazione completata e ogni conversazione abbandonata vanno in un posto dove puoi leggerle
- Alert volume — se in 24 ore il bot fa zero conversazioni, qualcosa si è rotto: un webhook morto non fa rumore
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Come scegliere il chatbot AI gratis giusto per il tuo caso
La domanda non è «qual è il migliore». È «quale regge il mio processo specifico senza obbligarmi a migrare tra sei mesi». Ci sono tre variabili che contano davvero.
Il canale
Se il tuo pubblico vive su Instagram, ManyChat è difficile da battere anche con i suoi limiti. Se il tuo sito riceve traffico organico e vuoi qualificare i visitatori, Tidio o un widget su base n8n sono più flessibili. Se operi su WhatsApp Business, le opzioni free si restringono molto: Meta limita l’API WhatsApp, e i tool gratuiti che la supportano hanno volumi bassissimi. Ho affrontato questo punto nella guida su risposta automatica su WhatsApp Business.
Il volume previsto
Se prevedi più di 200 conversazioni al mese entro 90 giorni, parti già col piano a pagamento oppure costruisci su un’infrastruttura che scala senza cambiar tool. Migrare un bot da un sistema a un altro quando è già in produzione è un lavoro da due giorni che nessuno vuole fare.
La complessità del processo
Un bot che risponde a FAQ non ha bisogno di webhook. Un bot che qualifica lead, prenota call e aggiorna il CRM ha bisogno di integrazioni, memoria di sessione e un layer di orchestrazione. Per il secondo caso, costruire su Make o su n8n come backbone è più solido di qualsiasi builder proprietario con piano free.
La logica che non cambia con il tool
Un chatbot AI gratis non è un prodotto finito: è un front-end. Il lavoro vero è nel processo che sta dietro — cosa succede dopo che il bot raccoglie un’informazione, chi riceve la notifica, dove finisce il dato. Se questo processo non esiste su carta prima che esista nel tool, il bot non risolve nulla: sposta il problema un passo avanti e lo nasconde meglio.
La regola che applico sempre: prima disegna il processo su un foglio. Chi parla con chi, quale informazione serve, cosa succede se il bot non sa rispondere. Solo dopo scegli il tool. Un processo chiaro funziona su qualsiasi piattaforma. Un processo confuso si rompe su tutte, anche sulle più costose. Se vuoi capire dove iniziare a mappare questi processi, questa guida sull’automazione dei processi aziendali è il punto di partenza giusto.
I chatbot AI gratis che funzionano davvero sono quelli che fai funzionare tu — con un processo dietro, guardie attive e un posto dove leggere cosa succede. Gli altri ti danno la demo, non la leva.
Domande frequenti
Qual è il miglior chatbot AI gratis per un sito WordPress?
Tidio ha un’integrazione nativa con WordPress e funziona sul piano free per volumi bassi. Se vuoi più controllo sul processo e integrazioni operative, abbinare un widget generico a Make come layer di orchestrazione ti dà più flessibilità senza costi iniziali.
ManyChat free è sufficiente per qualificare lead su Instagram?
Per qualifiche semplici con domande a risposta multipla e raccolta email, sì. Il limite è l’assenza di webhook nel piano free: il bot raccoglie i dati ma non li passa a nessun sistema esterno. Per fare qualcosa di operativo serve il piano Pro o un workaround via integrazioni di terze parti.
Un chatbot AI gratis può prenotare appuntamenti?
Dipende dall’integrazione con il calendario. La maggior parte dei piani free non include questa funzione in modo nativo. GoHighLevel nel trial la include perché il bot opera già dentro il CRM. Alternative: costruire il flusso su Make o n8n con un link Calendly passato automaticamente dal bot dopo la qualifica.
Quando smettere di usare un piano free e passare al pagamento?
Quando il volume supera il cap del piano free, quando hai bisogno di webhook o API per connettere il bot a un sistema esterno, o quando un’interruzione del servizio ti costa conversazioni reali. Se il bot gestisce già un processo in produzione, il costo dell’upgrade è quasi sempre minore del costo del downtime.
Trasparenza: in questo articolo c’è un link di affiliazione. Se ti iscrivi da lì io ricevo una commissione, per te non cambia niente. Linko solo strumenti che uso in produzione.


