Chatbot AI gratis: cosa ottieni e cosa non ottieni
Un chatbot AI gratis ti dà un modello che risponde, una finestra dove testarlo e un timer. Quando il timer scade — messaggi esauriti, operazioni finite, storage pieno — la macchina si ferma. La risposta diretta è questa: i piani gratuiti dei principali chatbot AI esistono, funzionano per testare, e non reggono in produzione senza un piano chiaro di cosa succede quando il limite è raggiunto.
Il problema non è che i piani gratuiti siano una truffa. È che chi li valuta confronta la funzione sbagliata. Guarda se il bot «risponde bene» nel test, non se regge quando arrivano cento conversazioni vere in un giorno, non se si integra col CRM, non se logga gli errori da qualche parte. Questo articolo copre i limiti concreti dei piani gratuiti più diffusi, li confronta in tabella, e dice quando conviene pagare dal primo giorno invece di costruire su sabbia.

Cosa significano davvero i limiti del piano gratuito
Ogni piano gratuito ha almeno uno di questi tre cancelli: messaggi al mese, operazioni al mese, storage. Spesso tutti e tre insieme.
I messaggi al mese sembrano tanti finché non metti il bot su un canale reale. Un funnel con cinquanta lead al giorno, cinque messaggi di media a conversazione: sono settemila e cinquecento messaggi al mese. La maggior parte dei piani gratuiti sta sotto quella soglia, o ci arriva appena.
Le operazioni — il contatore di Make, per esempio — non misurano i messaggi ma ogni singola azione del flow: ricevi un webhook, chiama l’API, scrivi sul foglio, manda la notifica. Un’automazione modesta fa quattro operazioni per evento. Con mille operazioni al mese sei a duecentocinquanta eventi. Non è quasi niente.
Lo storage conta quando il bot lavora su documenti. OpenAI, per i suoi agenti, ha dichiarato 1 GB gratuito per account al mese per file e upload; oltre quella soglia parte la fatturazione a consumo. È un modello onesto, ma chi non lo legge si trova un conto a fine mese senza capire perché.
I principali chatbot AI gratis a confronto
La tabella sotto confronta i piani gratuiti dei tool più usati da chi costruisce bot per infobusiness e agenzie. I numeri sono quelli dichiarati nelle documentazioni ufficiali al momento della scrittura: controlla sempre la pagina di pricing del tool prima di costruire sopra.
| Tool | Messaggi / operazioni gratuite | Canali inclusi nel gratis | Integrazioni CRM | Guardie e log |
|---|---|---|---|---|
| ChatGPT (OpenAI) | Limitati, modello GPT-4o con cap giornaliero | Solo interfaccia web | No | No |
| Make (piano Free) | 1.000 operazioni/mese | Webhook, email, HTTP | Sì, via moduli | Log ultimi 30 giorni |
| Tidio (piano Free) | 50 conversazioni AI/mese | Web, email | Limitata | No |
| Botpress (piano Free) | 2.000 messaggi in entrata/mese | Web, Telegram, WhatsApp* | Via API | Log base |
| GoHighLevel (trial) | Conversation AI: crediti inclusi nel piano a pagamento | SMS, email, web chat, social | Nativa | Sì |
*WhatsApp richiede configurazione API separata anche nel piano gratuito di Botpress.
GoHighLevel non ha un piano gratuito permanente, ma ha un trial. Lo metto in tabella perché è il confronto più onesto: paghi dal primo giorno, ma ottieni canali, CRM e guardie integrate. Se costruisci un bot per fissare appuntamenti su WhatsApp e SMS, il conto del «gratis» sale in fretta appena aggiungi le integrazioni mancanti.
La regola
Un bot senza log non è gratis: è una scatola nera che esegue sbagliato in silenzio
Tutti i piani gratuiti tagliano i log o li limitano a pochi giorni. Quando il bot smette di rispondere bene, non sai da quando né perché.
- Log assenti — nessun modo di sapere quante conversazioni sono cadute nel vuoto
- Canali bloccati — WhatsApp e SMS quasi sempre fuori dal gratis
- Integrazioni CRM — quasi sempre manuali o assenti nel tier base
La differenza tra un chatbot AI e un agente AI (e perché cambia tutto nel gratis)
Un chatbot risponde. Un agente AI decide e poi agisce: prenota, scrive sul CRM, manda un’email, aggiorna un foglio. La distinzione non è tecnica, è operativa — e cambia completamente cosa conta nei limiti del piano gratuito.
Un chatbot AI gratis che risponde a FAQ su una pagina web consuma pochi messaggi, non ha bisogno di integrazioni, non tocca dati sensibili. È un caso d’uso reale e funziona anche nel tier base.
Un agente AI che qualifica un lead, lo segna nel CRM e fissa una call consuma messaggi, operazioni di automazione, chiamate API e storage. Metti insieme i limiti di tre tool gratuiti e ottieni un sistema che si ferma in punti diversi, in modi diversi, senza dirti niente. Il silenzio non è salute: è il sintomo.
Se vuoi capire come si costruisce un agente AI senza scrivere codice, ho già scritto una guida dedicata su come creare agenti AI senza codice: è il punto di partenza giusto prima di scegliere il piano.

Quando il chatbot AI gratis costa più del pagato
Il costo reale del gratis non sta nella bolletta: sta nel tempo perso a rattoppare i buchi.
Scenario classico: costruisci il bot su un piano gratuito, lo colleghi via Zapier free al CRM, metti un form sul sito. Funziona. Poi arriva il traffico vero e hai tre pezzi che hanno ciascuno il proprio limite. Zapier esaurisce le task, il bot esaurisce i messaggi, il CRM smette di ricevere i lead. Nessun errore visibile. I lead spariscono in silenzio.
Rattoppare costa ore. Ore che avresti evitato pagando un piano da trenta euro al mese dal primo giorno. Ho scritto esattamente questo ragionamento per i CRM — lo stesso meccanismo si applica ai chatbot: quando il gratis ti costa di più è un articolo che vale la pena leggere in parallelo.
Ci sono tre situazioni in cui il gratis è la scelta sbagliata dal minuto zero:
- Il bot tocca dati di lead reali e deve scrivere da qualche parte — CRM, foglio, coda di notifica.
- Vuoi che il bot operi su WhatsApp o SMS: nessun piano gratuito include questi canali in modo nativo e stabile.
- Stai costruendo qualcosa per un cliente: se si rompe in silenzio, il danno reputazionale non ha prezzo di piano.
Cosa puoi fare davvero con un chatbot AI gratis
Il piano gratuito ha un caso d’uso legittimo: imparare il tool prima di investire. Non è una concessione — è la funzione per cui esiste.
Con Make piano Free da 1.000 operazioni al mese puoi costruire un flow di test completo, capire come funzionano i webhook, vedere dove il dato si perde. Non lo metti in produzione, ma impari la logica. Con il piano gratuito di Botpress puoi prototipare il dialogo, testare le risposte del modello, capire se l’esperienza conversazionale funziona per il tuo caso d’uso.
Il momento in cui il gratis smette di essere utile è quando vuoi affidabilità: che il bot risponda sempre, che i dati arrivino sempre, che tu sappia quando qualcosa smette di funzionare. Quella è una caratteristica da piano pagato, non un’estensione del gratis.
Se ti interessa come si costruisce un bot per WhatsApp che fissa appuntamenti — che è il caso d’uso più richiesto — la guida su chatbot WhatsApp per appuntamenti spiega l’architettura concreta, canale per canale.
Make nel piano gratuito
Make è il layer che dà le braccia al bot: esegue le azioni che il modello decide
Con 1.000 operazioni al mese puoi costruire e testare un flow completo prima di impegnarti. Il modo giusto di usare il piano gratuito di Make è questo:
- Settimana 1 — costruisci il flow di base: webhook in entrata, chiamata al modello AI, scrittura su un foglio Google
- Settimana 2 — aggiungi la gestione degli errori: cosa succede se l’API non risponde, dove va il dato se fallisce
- Settimana 3 — misura le operazioni consumate: se superi 600 in test, in produzione supererai 1.000 nel primo mese
Apri il piano gratuito di Make →
Link di affiliazione: se ti iscrivi da qui io prendo una commissione, tu paghi uguale. Lo linko perché ci lavoro dentro ogni giorno.
Chatbot AI senza censure: cosa c’è davvero dietro questa ricerca
«Chatbot AI senza censure» è una ricerca che vale la pena affrontare direttamente perché nasconde due esigenze diverse.
La prima è legittima: chi costruisce bot per vendita o qualifica lead vuole un modello che non rifiuti di rispondere a domande commerciali dirette, che non «filtri» le risposte in modo conservativo. Tutti i modelli principali — GPT-4o, Claude, Gemini — hanno guardrail sui contenuti dannosi, non sulle conversazioni commerciali. Se il bot rifiuta di rispondere a una domanda di vendita normale, il problema è quasi sempre nel system prompt, non nei guardrail del modello.
La seconda esigenza è meno legittima: aggirare i filtri di sicurezza per far produrre al modello contenuti che viola i termini di servizio. Nessun piano gratuito — e nessun piano pagato dei principali provider — lo permette. E costruire la macchina di business su un tool che viola i ToS significa avere un’infrastruttura che può sparire da un giorno all’altro. Non è una guardia: è una bomba a orologeria.
Se il problema è il tono troppo cauto del bot, la soluzione è nel prompt engineering, non nel cambio di tool. Ho affrontato il ragionamento sulle implicazioni dei modelli in produzione nell’articolo sui problemi etici dei chatbot avanzati: è lettura utile prima di distribuire un bot su canali pubblici.
I piani gratuiti dei chatbot AI sono un buon banco di prova e una cattiva infrastruttura. Il confine tra i due è il momento in cui il bot tocca un lead reale, un canale reale, un dato che deve arrivare da qualche parte. Da quel momento in poi, ogni limite del piano gratuito è un punto di rottura silenzioso. La pigrizia intelligente non è scegliere il gratis per risparmiare: è scegliere il piano giusto per non ricostruire tutto tra tre mesi.
Domande frequenti
Qual è il miglior chatbot AI gratis per iniziare?
Dipende dal caso d’uso. Per rispondere a FAQ su una pagina web, Botpress piano Free regge fino a 2.000 messaggi in entrata al mese. Per costruire automazioni collegate a un modello AI, Make piano Free con 1.000 operazioni al mese è il punto di partenza più flessibile. Nessuno dei due regge in produzione con traffico reale.
Si può creare un agente AI gratis?
Si può prototipare. Strumenti come Make, n8n self-hosted o Botpress permettono di costruire e testare agenti AI senza pagare. Il limite è la produzione: un agente AI che agisce su dati reali consuma operazioni, storage e chiamate API che quasi sempre superano i tier gratuiti nel primo mese di uso reale.
I chatbot AI gratis si integrano con WhatsApp?
Quasi mai in modo nativo e stabile nel piano gratuito. WhatsApp richiede l’API ufficiale di Meta, che ha costi propri indipendenti dal tool di chatbot. Chi promette WhatsApp gratis senza specificare i costi API sta omettendo la parte più cara dell’integrazione.
Quando conviene passare a un piano pagato?
Quando il bot tocca lead reali, opera su canali come WhatsApp o SMS, o deve scrivere dati su un CRM. In tutti questi casi un limite di piano non è un inconveniente: è un punto di rottura silenzioso che ti costa lead e tempo di debug, non solo l’upgrade mensile.
Trasparenza: in questo articolo c’è un link di affiliazione. Se ti iscrivi da lì io ricevo una commissione, per te non cambia niente. Linko solo strumenti che uso in produzione.


